Gioiosa
Jonica: la nostra città
Profilo
storico
di Vincenzo
Naymo
La città di
Gioiosa, antico e nobile marchesato del Regno delle Due
Sicilie, è sorta con molta probabilità in piena età
angioina e, precisamente, durante la prima metà del XIV
secolo.
La preesistenza sulla rupe a strapiombo sul fiume
Gallizzi di un apprestamento militare quale il castello di
Gioiosa, avrà costituito certamente un forte polo di
attrazione per la popolazione sparsa nei villaggi e nelle
campagne circostanti. Durante il XV e parte del XVI
secolo, mentre il castello andava via via perdendo la sua
originaria
destinazione militare per assumere quella residenziale e
amministrativa, l'abitato conobbe un'espansione senza
precedenti. Raggiunta la saturazione sulla rupe,
all'interno della cerchia muraria chiusa dalle due porte
di accesso, Barletta e Falsa, 1'abitato si espanse fuori
le mura, dando origine al cosiddetto Borgo ed ai vari
quartieri che ancora oggi lo compongono: dalla zona del Vaijuni
a quella della chiesa di S. Caterina e del convento
dei Minori Osservanti (odierno Palazzo Municipale); da
S. Nicola al colle dove sorge la chiesa di S. Rocco ed
alla Pirara.
Al periodo compreso tra
la fine del XVI e 1'inizio del XVII secolo risale la
costruzione di alcuni fra i più importanti palazzi
gioiosani al di fuori delle mura.
Sono da ricordare per i
magnifici portali quelli Deodino, Pellicano ed Englen,
lungo le vie Cairoli e Ieraci; i palazzi, Linares, Aiossa,
Passarelli, Badolato, Cetera, Pellicano Castagna e
Condercudi (oggi Amaduri), lungo la via Cavour. Sulla
rupe, si trovano ancora oggi i palazzi più antichi:
quello annesso ai ruderi del castello che costituì la
residenza dei feudatari Caracciolo (oggi Pellicano
Barletta), edificato dai marchesi Carafa di Castelvetere
agli inizi del XVI secolo; l'antico palazzo Linares,
costruito durante il XV secolo; i palazzi Zarzaca, Mazza,
Sergio e, lungo la via Sarpi, quelli delle famiglie Ripolo,
Naymo Pellicano Spina (già Deodino), Barletta, ecc.
Agli
albori del Cinquecento in Gioiosa vi erano già undici
chiese: in città la Matrice, dedicata a S. Giovanni
Battista, quelle di S. Caterina e di S. Nicola.
Fuori le
mura vanno menzionate quelle di S. Maria delle Grazie sul
fiume Torbido, San Sebastiano, S. Maria de Maratà, S.
Maria delle Vigne, S. Antonio, S. Gregorio, S. Andrea e S.
Nicola a Mare.
Tra il XVI ed il XVII secolo anche il
numero delle chiese gioiosane andò incrementandosi in
misura notevole: a questo periodo risale 1'edificazione
delle chiese di S. Maria del Soccorso (1569), dei SS.
Pietro e Paolo (1577), del SS. Rosario (c. 1585), di S.
Rocco (1593), della SS. Annunziata fuori le mura (1594),
della SS. Trinità (1600), ecc.
Nel territorio gioiosano
vi furono tre monasteri. Il più antico fu quello greco di
S. Basilio, attestato in età medievale prima della stessa
Gioiosa e sito tra le rovine dell'antico villaggio
omonimo.
Il monastero dei PP. Agostiniani fondato nel 1569
su disposizione della nobildonna Diana Hermogida, moglie
del nobile Consalvo Linares.
L'edificio, ancora oggi
esistente, è sito sulla Collinetta dei Pini,
presso il sito della scomparsa chiesa di S. Maria del
Soccorso di cui rimane il portale.
Infine, va menzionato
il convento dei PP. Minori Osservanti, sorto durante la
seconda metà del XVI secolo su iniziativa dell'Università
di Gioiosa e delle antiche confraternite di S. Nicola, di
S. Caterina e del SS. Rosario, il cui edificio è oggi
adibito a Palazzo Municipale.
Accanto
al fenomeno della rapida crescita demografica ed edilizia
che Gioiosa conobbe a partire dal XVI secolo, va rilevato
1'altrettanto repentino sviluppo economico. Oltre alla
ricchezza e varietà della produzione agricola, garantita
soprattutto dai terreni particolarmente fertili dei
cosiddetti Giardini, un contributo decisivo allo
sviluppo gioiosano venne offerto dalla produzione e dal
commercio della seta, i cui traffici, già nel XVI secolo,
raggiungevano tutti i principali centri calabresi e le .più
importanti città della Sicilia.
A conferma di questa
vitalità commerciale va ricordato che, agli inizi del
XVIII secolo, nella campagna lungo la costa dove circa due
secoli dopo sarebbe sorto l'attuale centro di Marina di
Gioiosa Jonica, esisteva nei pressi della Torre Spina
(1564), un fondaco dove i mercanti in transito
depositavano le loro mercanzie.
Questa realtà garantì a
Gioiosa un netta supremazia su tutti i centri vicini;
ancora oggi la città risulta il più importante e
popoloso centro abitato della Vallata del Torbido.
Fonte:
Edizioni Corab - Gioiosa Jonica |