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Sito
lungo la via omonima, sulla sommità dove sorge la
Chiesa di S.Rocco. L’immobile è appartenuto alla
famiglia di Don Felice Amaduri (famiglia borghese
originaria di Martone) che lo ha ceduto al Comune di
Gioiosa Jonica. Il Palazzo sorgeva già fin dal XV
secolo, ma di minori dimensioni, ed era residenza della
nobile famiglia Condercuri fondatrice (1575) della
vicina chiesa dei SS. Pietro e Paolo. Estintosi la
casata nell’anno 1694, la famiglia Amaduri che
risiedeva nelle vicinanze ereditò l’intero complesso,
la quale provvide all’ampliamento del palazzo, lavori
che si protrassero fin oltre la seconda metà del XVIII
sec. (datazione del portale). Fra i discendenti di
Felice Amaduri, è degno di menzione Vincenzo Amaduri,
deputato del primo Parlamento Italiano, cavaliere del
Real Ordine di Carlo III di Borbone e noto per aver
ospitato nel 1847 proprio nel suo palazzo di Gioiosa, i cinque
Martiri di Gerace.
Il
palazzo è situato su tre livelli: un piano
seminterrato, un piano terra-ammezzato, un piano nobile;
lo spazio abitativo si dispone intorno ad una corte
leggermente decentrata verso Sud, dove si apre un
giardino ameno situato su terrazze, progettato insieme
al palazzo, con angoli per il riposo e lo svago dotati
di sedili semi-circolari in muratura rivestiti di
piastrelle in cotto e decorati; esso è
scenograficamente sistemato intorno ad una costruzione
centrale con vano semipogeico e coronata originariamente
da busti marmorei. La facciata principale è organizzata
intorno ad un portale in granito inscritto in una
cornice neoclassica in forma di arco trionfale, con
lesene in alto plinto e capitelli che sorreggono un
attico decorato semplicemente con riquadrature;
sull’attico poggia una loggetta che forma, insieme al
portale,
il fulcro della composizione architettonica della
facciata, scandita da altre lesene in blocchi lapide.
Dal portale si accede ad un atrio voltato a botte che
immette alla corte centrale; sull’atrio si affacciano
le due grandi sale a pianoterra accessibili anche
dall’esterno, dove ancora si conservano alcune volte e
le pavimentazioni originali. Oggi queste sale e gli
ambienti adiacenti sono adibiti ad Archivio storico,
Ufficio Europa della Locride e a Biblioteca (la
biblioteca Comunale possiede circa 6.500 volumi di cui
1500 di cultura regionale calabrese. Fa parte del
Sistema Bibliotecario Territoriale Jonico di Bovalino).
Dalla
corte centrale si dipartono lo scalone principale che
accede al piano nobile, situato sul lato sinistro, ed
una scala accessoria situata sul lato opposto, dove sono
disposti saloni ed altri ambienti di servizio. Le sale
avevano originariamente i soffitti dipinti. Oggi questi
saloni al piano nobile, uno dei quali decorato da
Corrado Armocida, sono adibiti a sale convegni ed
espositive: nell’ala settentrionale è ospitata la
Pinacoteca, raccolta di tele databili dal XVII al XIX
secolo, e provenienti dalle chiese cittadine; si tratta
di un grande dipinto attribuito a Mattia Preti, di pale
d’altare e di una serie di ritratti dei vescovi di
Gerace tra ‘700
e ‘800. La raccolta si accrescerà a breve di nuove
acquisizioni. In una sala adiacente è sistemato il
presepe creato da Donna Gemma Murizzi Incorpora e donato
dai figli dell’Artista al Comune in occasione del 9°
premio di presepi intitolato appunto a Donna Gemma.
Nell’ala
meridionale, invece, si trova una mostra didattica sulla
villa romana del Naniglio (i cui resti sono ubicati alla
periferia della cittadina) con pannelli espositivi e tre
vetrine con i principali reperti provenienti dallo
scavo. In una sala adiacente è esposta l’Allegoria
della foresta, pregevole opera di scultura
in legno, raffiguranti tutti gli animali della
montagna calabrese.
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